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Sulla base dell'analisi precedente ci si rende conto che esiste una
funzione che lega l'immagine del pavimento visto dalla telecamera
sinistra e l'immagine del pavimento visto dalla telecamera destra.
Conoscendo la geometria delle telecamere si può determinare ``a
priori'' una trasformazione
che mette
in corrispondenza l'immagine di un punto del pavimento
nell'immagine sinistra con l'immagine dello stesso punto nell'immagine
destra.
I punti devono necessariamente appartenere a un piano perché
esista la trasformazione: se questo vincolo venisse a mancare un
punto-immagine di una telecamera non corrisponderebbe più a un solo
punto-immagine dell'altra telecamera. Nel caso non vincolato (stereo
generico) a un punto-immagine corrisponderebbe un'intera linea
nell'altra immagine, in dipendenza della distanza del punto
proiettante: la linea epipolare. Se invece conosciamo a priori la
distanza del punto che proietta le immagini, come nel caso che stiamo
considerando, possiamo stabilire una corrispondenza univoca tra due
punti-immagine.
Facciamo qualche considerazione.
- È possibile calcolare il grado di ``similitudine'' tra due
porzioni di immagine mediante operatori di differenza o di
correlazione.
- La trasformazione
è esprimibile in forma analitica
mediante frazione di polinomi, quindi è rapidamente calcolabile.
- Conoscendo la trasformazione si può valutare se è
rispettata o meno da una porzione di immagine, verificando la
similitudine tra zone di immagine corrispondenti (cioè applicando
l'operatore di confronto tra una zona di immagine sinistra e la
corrispondente zona nell'immagine destra.
- È possibile valutare l'affidabilità degli operatori di
confronto misurando le caratteristiche del segnale nell'area
considerata.
- Dove viene rivelata una violazione della trasformazione
significa che, nella zona della violazione, esiste un oggetto più
vicino di quanto dovrebbe essere il pavimento (ostacolo), oppure più
lontano (foro).
- L'area di immagine dove la traformazione viene rispettata
rappresenta pavimento agibile, oppure un ostacolo o un foro che non
generano un segnale sufficientemente distinto per essere rivelati.
Dalle precedenti considerazioni deriva la logica dell'algoritmo GPOD:
- Individuare i punti dell'immagine che non verificano la
trasformazione
, calcolata a priori.
- Fare un test sui punti che verificano la
per determinare se il segnale è sufficientemente vario per il
funzionamento dell'operatore di confronto.
- I punti che verificano la
e che passano il test
possono essere considerati pavimento libero, mentre gli altri vengono
marcati come zone potenzialmente pericolose.
Figure: Modulo di rivelazione degli ostacoli.
Questo algoritmo è in grado di rivelare ostacoli o fori nel
pavimento con un carico elaborativo decisamente inferiore a quello
richiesto dagli algoritmi di stereo generico. L'atteggiamento
``prudente'' adottato dall'algoritmo permette di essere
ragionevolemente sicuri che le aree marcate come libere lo siano
veramente.
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Alex Cozzi
Fri Dec 8 19:08:26 MET 1995