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Le dieci regole della visione sistemica

L'applicazione dei principi della visione sistemica si articola in dieci regole-guida.

  1. Mantenere la varietà

    Guardare ai vincoli da molti punti di vista, senza cercare di sovrasemplificare cercando un approccio unificatore. Il modo reale che osserviamo è troppo complesso perché possa essere compreso mediante un unico approccio, al contrario, ognuno di essi contribuisce a portare informazione.

  2. Non aprire il ciclo di controllo

    I controlli a ciclo aperto (senza retroazione) sono poco adattabili, richiedono modelli complicati e reagiscono male a situazioni anomale. La retroazione è un potente strumento per verificare il procedere corretto dell'azione di controllo.

  3. Prestare attenzione alla dislocazione delle amplificazioni

    In questo modo si determinano quali componenti hanno la maggiore influenza sul comportamento globale del sistema.

  4. Ripristinare l'equilibrio del sistema mediante azioni locali

    Tutti i componenti dovrebbero essere in grado di reagire a particolari cambiamenti dei propri ingressi senza rifarsi a componenti di livello superiore. In questo modo mantenere l'armonia del sistema non è responsabilità di un particolare supervisore, ma di ogni singolo componente. Questo principio conduce a individuare componenti dotati di obiettivi localizzati e ben definiti.

  5. Conservare i vincoli

    Evitare sovrasemplificazioni che conducono a teorie ben definite e trattabili, ma inutili. È necessario accettare dati imperfetti e rumorosi e incorporarli nella strategia globale di elaborazione.

  6. Variare per meglio unificare

    L'unione (nel senso di combinazione) produce informazione solo se fa uso della varietà, in questo caso l'unione crea complessità e dà origine a un sistema con un livello superiore di organizzazione. Per questo motivo non bisogna rimuovere componenti perché antagoniste. D'altro canto il sistema deve avere una qualche forma di stabilità globale. È importante imporre questa stabilità al livello giusto: imporla a livello troppo locale produce un sistema rigido, all'opposto, imporla a un livello troppo alto rende impossibile il compromesso.

  7. Essere adattabili

    Il sistema deve essere in grado di rivelare i cambiamenti e farne uso. In altre parole il sistema deve apprendere, anche solo essendo adattivo, pur senza formulare esplicitamente un processo di apprendimento.

  8. Concentrarsi sugli scopi piuttosto che sulle tecniche

    Innanzi tutto, il sistema deve funzionare, cioè avere uno scopo. Prima di concentrarsi sul come perseguire lo scopo, è bene essere certi di aver ben definito e pienamente compreso i vincoli che lo scopo impone sui metodi per perseguirlo. Questo principio enfatizza l'importanza della robustezza di un sistema, caratteristica che viene ottenuta mediante componenti ridondanti: componenti con il medesimo scopo ma funzionanti in modo differente.

  9. Studiare la complessità della rete di comunicazione

    È necessario studiare il flusso dell'informazione, il trasferimento da un componente all'altro, i conflitti, per averne una visione della dinamica globale. Vanno analizzati i meccanismi di trasferimento, i loro limiti, e i possibili conflitti che possono insorgere durante il funzionamento.

  10. Rispettare i ritardi temporali

    I limiti temporali sono una parte essenziale di un sistema dinamico, certe informazioni sono utilizzabili sono se sono disponibili in tempo, inoltre, i ritardi temporali possono venire usati per scoprire nuovi vincoli sulle proprietà dei componenti.



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Alex Cozzi
Fri Dec 8 19:08:26 MET 1995